Eli­mi­nare l’ansia ci farebbe vivere molto più tran­quil­la­mente. Troppo spesso viviamo spesso situa­zioni che sono molto stres­santi per il sem­plice fatto che vi sono legate sen­sa­zioni spia­ce­voli, della cui natura nem­meno noi sap­piamo dire qual­cosa con mag­giore pre­ci­sione. Spesso eti­chet­tiamo que­sti momenti come par­ti­co­lar­mente ansio­geni, e ten­diamo ad evi­tarli con lo scopo mani­fe­sto di evi­tare le sen­sa­zioni che que­sti momenti evocano. La tec­nica esposta è sem­pli­cis­sima, e porta spesso a grandi risul­tati. Sicu­ra­mente il tasso di suc­cesso di que­sta tec­nica è così alto che vale la pena di uti­liz­zarla, anche per­ché non è un medi­ci­nale e non ha alcuna con­tro­in­di­ca­zione. Se non riu­scite da soli, uno psicologo può gui­darvi facil­mente nell’utilizzo cor­retto della tec­nica. ASCOLTA L’AUDIOESERCIZIO O LEGGI QUANTO SEGUE :   1. Forma­tevi un imma­gine men­tale della situa­zione su cui volete lavorare e che vi genera ansia Se siete abili visua­liz­za­tori, visua­liz­zate la scena con il mag­gior numero di det­ta­gli pos­si­bili, se non lo siete, limi­ta­tevi ad imma­gi­narla. La scena che imma­gi­nate può anche non avere nes­suna rela­zione con la situa­zione spe­ci­fica, l’importante è che l’immagine che vi for­mate nella vostra mente richiami le stesse sen­sa­zioni della situa­zione che vi causa ansia. Tanto mag­giore sarà il numero delle sen­sa­zioni che riu­scite ad evo­care attra­verso l’immagine Read more…


Ci sono delle persone che non tollerano assolutamente che gli oggetti siano posti in modo disordinato o asimmetrico, perché ciò crea in loro la sgradevole sensazione “che c’è qualcosa che non va”. In seguito a questo tipo di ossessioni si possono passare delle ore a fare compulsioni di ordine e simmetria, cioè a riordinare ed allineare secondo una sequenza logica (es. secondo la grandezza o il colore) penne, libri, fogli, pentole, cd, abiti, ecc.. Tali pensieri ossessivi possono riguardare anche la propria persona, come, ad esempio la posizione dell’orologio, il modo in cui sono sistemate maglie e pettinatura dei capelli; ne conseguono rituali di controllo e di messa in ordine allo specchio che possono durare anche ore. Il doc da controllo presenta ossessioni e compulsioni che implicano controlli prolungati allo scopo di prevenire  gravi incidenti o catastrofi o di assicurarsi che non siano avvenute. Le persone con questa tipologia di disturbo ossessivo-compulsivo tendono a mettere in atto rituali di controllo per tranquillizzarsi rispetto al dubbio di aver fatto o non aver fatto qualcosa che può aver danneggiato se stesso, i propri oggetti o qualcun’altro o che potrebbe farlo. In questo caso, quindi, il timore che le compulsioni cercano di neutralizzare Read more…


Chi ne soffre è tormentato dalla insistente preoccupazione di potersi sporcare o contaminare entrando in contatto con sostanze di vario tipo, quali: escrementi, secrezioni del corpo, sporcizia, sostanze chimiche, siringhe, carne cruda, saponi, solventi, detersivi, ecc.. La contaminazione può essere anche da sporco di natura sociale (es. il tossicodipendente, l’anziano o il barbone) o metafisica (es. il male, il diavolo, le negatività). In molti casi non c’è un vero e proprio timore di malattia, ma un forte disgusto all’idea di entrare in contatto con queste sostanze. La persona, quindi, si sente costretta ad evitare una serie infinita di luoghi: bagni e giardini pubblici, cassonetti dell’immondizia, supermercati, stazioni ferroviarie, ospedali, ecc., tutto ciò al fine di evitare di provare la sensazione di contaminazione. Quando, invece, entra in contatto, o semplicemente pensa di essere entrato in contatto, con una delle sostanze contaminanti mette in atto una serie di rituali di lavaggio, pulizia e sterilizzazione ripetuti e particolareggiati (compulsioni) al fine di attutire la sensazione di contaminazione ed il disagio ad essa connesso. Tali rituali possono durare pochi minuti o arrivare ad occupare molte ore all’interno della giornata. Fonte: Terzocentro.it


Chi di noi non conosce qualcuno che soffra di colon irritabile, ovvero quel distrurbo accompagnato da fastidiosi dolori addominali. Secondo i dati epidemiologici, ne soffre almeno il 20% della popolazione italiana. L’irritazione del colon può dipendere da problemi neurovegetativi, ma nella maggior parte dei casi, è causata da infezioni batteriche oppure da una cattiva alimentazione. Ora una nuova ricerca fa luce su un altro aspetto che potrebbe avere un ruolo centrale sia nella diagnosi che nella cura di questo disturbo: la componente psicologica. Sembra, infatti, che la sindrome del colon irritabile (Ibs) sia fortemente associata al disturbo d’ansia generalizzato (Gad) e trattare il disturbo mentale, spesso non diagnosticato, può migliorare la qualità di vita del paziente. Lo dimostra, per la prima volta, uno studio condotto mediante un’indagine telefonica randomizzata. Le domande miravano a valutare la prevalenza, la comorbidità e il rischio correlato alla sindrome del colon irritabile e all’ansia generalizzata secondo metodi diagnostici standardizzati. L’intervista è stata portata a termine da 2005 partecipanti. La prevalenza dell’Ibs e della Gad è risultata rispettivamente di 5,4% e 4%; in particolare, la Gad è apparsa cinque volte più frequente tra gli Ibs-positivi rispetto agli Ibs-negativi, mentre la Ibs è risultata 4,7 volte più Read more…


Gli attacchi di panico sono crisi d’ansia molto acuta che si presentano con sintomi precisi: riconoscere gli attacchi di panico è il primo passo per la loro cura Il disturbo da attacchi di panico Il disturbo da attacchi di panico (DAP) si manifesta con episodi molto intensi di ansia, della durata di 15-30 minuti di estrema apprensione e forte disagio. Gli attacchi di panico vengono quindi vissuti come assalti improvvisi e imprevedibili di angoscia e terrore, senza che esista alcuna motivazione apparente che possa giustificare tanta paura. Gli attacchi di panico irrompono quasi sempre nelle più comuni situazioni della vita quotidiana e questo li rende ulteriormente spaventosi, poichè chi ne soffre non riesce a identificare alcuna situazione “esterna” che inneschi gli attacchi di panico. I sintomi del Disturbo da Attacchi di Panico (DAP) Per giustificare una diagnosi di disturbo di attacchi di panico ccorre che le crisi siano caratterizzate dalla presenza di quattro o più dei seguenti sintomi – Difficoltà respiratorie. – Paura di morire o di impazzire. – Aumento della frequenza cardiaca e/o palpitazioni. – Sudorazione. – Dolori al petto. – Vertigini, stordimento, tremori, brividi o al contrario vampate di calore – Formicolio o intorpidimento alle mani, al viso, Read more…


Niente di nuovo sul fronte occidentale, si potrebbe dire, infatti è da anni che in molti sostengono la musicoterapia come un valido aiuto contro lo stress e la depressione al punto che si consiglia alle donne in gravidanza di ascoltare brani di classica per far bene al nascituro. La novità sta però nel fatto che l’ultimo ritrovato in fatto di brani che influenzano l’umore non fa affatto riferimento a brani datati dagli spartiti ingialliti ma si preoccupa di consigliare una vera e propria play list moderna e contemporanea perfetta per qualunque Mp3 o IPod. Il libro in questione si intitola “La tua playlist ti può cambiare la vita”, viene dall’America e porta la firma di tre luminari della psicologia: Galina Mindlin, Don Durousseau e Joseph Cardillo che definiscono la loro opera “10 modi per cui la vostra musica favorita può rivoluzionare la vostra salute, memoria, organizzazione, attenzione e molto di più”. Dunque, se vostra suocera vi ha tenute al telefono quarantacinque minuti cavillando sul menu del prossimo pranzo della domenica ciò che fa per voi è Imagine di John Lennon, che induce un senso di calma, mentre se il capo vi ha fatte trottare tutto il giorno l’ideale non è Read more…


Un App per smartphone in grado di identificare il livello di stress del soggetto e di aiutarlo in caso di livelli troppo elevati. E’ l’applicazione che sta sviluppando l’Istituto Auxologico italiano, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, nell’ambito del progetto ‘Interstress’ finanziato dall’Ue. Questo ha l’obiettivo di sviluppare e testare tecnologie avanzate per la valutazione e la gestione dello stress psicologico, mediante l’uso di biosensori indossabili e smartphone. Fonte: ANSA


Ansia da prestazione frequente tra i giovani e meno giovani. Ansia da prestazione parliamone La famigerata ansia da prestazione raggiunge immancabilmente numerosi giovani e meno giovani nei loro momenti più importanti, e giunge all’improvviso e senza distinzioni. Questo deve far riflettere. Ci hanno riempito la testa e siamo stati rimpinzati di chiacchiere a bizzeffe da queste televisioni pubbliche e private e alla fine ci sono riusciti. In pratica abbiamo iniziato a fare la diagnosi da soli, senza pareri di esperti e medici e le conseguenze sono state disastrose. Per il timore e la paura vera e propria di confessare dei disturbi che potevano creare imbarazzo a noi stessi, abbiamo iniziato a leggere manuali e a cercare materiale da tutte le fonti possibili. Comprese quelle meno affidabili e alla fine il danno è stato fatto. L’ansia da prestazione ci ha preso completamente? Sbagliato, tutto sbagliato. Spesso quando facciamo la diagnosi da soli siamo portati a chiedere la cura che noi stessi abbiamo già scelto senza capire nemmeno di che malattia stavamo parlando. E di cosa stiamo parlando? Ma naturalmente dell’ansia da prestazione. In pratica ora che i medici non scrivono e dialogano più con un linguaggio difficile, incomprensibile e basato sul Read more…


Questa tecnica si basa sull’alternanza contrazione/rilascio di alcuni gruppi muscolari; è stata ideata negli anni trenta dal medico e psicofisiologo statunitense Edmund Jacobson. Per raggiungere il massimo rilassamento è indispensabile esercitarsi con regolarità, evitando di lasciar trascorrere più di 4 giorni tra un allenamento e l’altro. Clicca su tasto play per ascoltare l’audio PLAY  


Tieni presente che una meditazione prolungata porta il battito cardiaco e la pressione a livelli molto bassi e un risveglio troppo repentino sarebbe traumatico; il suono del telefono o qualsiasi altro rumore improvviso durante la meditazione profonda, può procurarti un tuffo al cuore. Per questo devi essere attento nell’organizzare il luogo e le giuste condizioni per la pratica. In questo file audio illustreremo una tecnica di meditazione breve. Clicca su tasto play per ascoltare l’audio


Nel percorso di conoscenza e crescita personale è fondamentale saper entrare in contatto con le proprie emozioni e le proprie sensazioni. Clicca su tasto play per ascoltare l’audio


ESERCIZIO DI RILASSAMENTO UTILE IN SITUAZIONI DI FORTE ANSIA O IN PRESENZA DI ATTACCHI DI PANICO. Si ricorda che questi esercizi sono solo un’esempio e che vanno associati ad un supporto psicologico o ad una terapia. Clicca su tasto play per ascoltare l’audio Le condizioni preliminari per cominciare l’allenamento sono: • individuare un momento e un luogo opportuni, nei quali ci si possa dedicare a se stessi, senza sollecitazioni disturbanti da parte del mondo esterno, per esempio evitando luoghi rumorosi o troppo illuminati; • indossare abbigliamento comodo, non costringente; • mettersi in una posizione comoda, generalmente supina. Come accennato sopra, il TA si realizza attraverso una serie di esercizi di concentrazione, durante i quali l’individuo impara a ripetersi mentalmente determinate formule, mirate alla distensione di specifiche zone corporee. Il primo passo per raggiungere, in modo semplice, il completo rilassamento dell’organismo è cominciare con il distendere la muscolatura scheletrica.


Psicologo acerra ansia

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Psicologo acerra ansia

Sebbene sia sempre consigliabile farsi seguire da uno specialista, ecco una lunga musica rilassante utile a calmarci nei momenti in cui la nostra amica ansia si fa più forte. Concediamoci una mezz’ora tutta per noi, ci stendiamo sul letto e ci abbandoniamo a questi dolci e bellissimi suoni, cercando di limitare la tensione corporea e provando a concederci queste coccole. psicologo acerra – psicologo casalnuovo – psicologo pomigliano d’arco – psicologo caivano – psicologo


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In situazioni di particolare stress è necessario prendersi cura nella nostra mente e un ulteriore aiuto è possibile ottenerlo anche attraverso la fitoterapia. Si tratta di rimedi blandi, spesso utili dopo una semplice giornata pensante o molto tesa, naturalmente questi non vanno a configurarsi come aiuti contro gli attacchi di panico, l’ansia generalizzata o altre patologie a base ansiosa. Esistono numerosissimi rimedi naturali offerti dalla natura per la cura degli stati ansiosi e di stress, tra questi i più utilizzati e conosciuti sono la valeriana, la passiflora, il biancospino e l’iperico. Rientrano nelle formulazioni dei preparati naturali contro l’ansia e lo stress anche la camomilla, la melissa, il tiglio. L’efficacia reale di questi rimedi non è scientificamente provata, ma ciò non significa che non abbiano alcun effetto. Essi possono anzi rappresentare una buona alternativa alle terapie farmacologiche nei casi più lievi o possono essere associati a queste, anche nell’ottica di una graduale sostituzione dei farmaci, vista la minore incidenza di effetti collaterali. In particolare, il biancospino sembra possedere una efficace azione nel contrastare gli stati ansiosi grazie alla blanda azione sedativa sull’eccitabilità del sistema nervoso e sul battito cardiaco. Si ritiene che sia in grado di deprimere la sensazione di Read more…

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